Saltato l’accordo sulla lista civica ed ecologista. Verdi e Turigliatto vanno da soli. lo Spifferopubblica un’amara riflessione di Pino De Michele, ex segretario della Margherita e uno dei fondatori del movimento d’ispirazione olivettiana.
polloCari Luigi Massa e Mario Moschietto,
rispondo con sollecitudine al vostro messaggio con alcune premesse.
Sono trascorsi circa due anni da quando abbiamo iniziato insieme una serie di riflessioni politiche sulla crisi di rappresentanza dei partiti e sulla delusione di molti elettori del centrosinistra e del centrodestra e su come organizzare una risposta credibile per recuperarli. Persone che si sono resi invisibili ai sondaggisti, si nascondono, si dichiarano delusi e si rifugiano nell’astensionismo perché non sanno per chi votare (Diamanti).
Ci siamo interrogati su come motivare quelle donne e quegli uomini che avevano creduto nell’Ulivo e avevano votato in maggioranza per il Pd, quasi 3 milioni di elettori , i duemilioni e mezzo dei partiti della sinistra massimalista e i 2 milioni delusi dal centrodestra dall’andamento dell’economia e dalla mancata realizzazione delle promesse fatte da Berlusconi in campagna elettorale. Non si vota più per atto di fede, pur permanendo in entrambi gli schieramenti un nocciolo duro che viene mobilitato dal richiamo all’anticomunismo rappresentato da D’Alema e Visco e in modo simmetrico dall’ antiberlusconismo che si riconosce maggiormente nel Di Pietro pensiero che però sabato ha posto le basi nel congresso Nazionale per la costruzione di un’alternativa di governo.
Come gruppo di amici, che si è ritrovato costantemente avevamo individuato una modalità per recuperare i "delusi" di centrosinistra e gli insoddisfatti del centrodestra. Ci siamo proposti di aiutare , con una proposta programmatica originale , i partiti di centrosinistra a vincere le future competizioni elettorali amministrative e nazionali recuperando i voti dispersi con una “LISTA CIVICA” capace di mobilitare la società civile e mettere in “RETE” esperienze similari. Ci siamo messi insieme per dare corso ad un nuovo inizio, una nuova stagione, per continuare la nostra esperienza consolidata nei partiti e nell’associazionismo sindacale ed economico. Ci siamo messi nuovamente in gioco guardando serenamente avanti col proposito di aggregare donne e uomini con sensibilità, provenienze ed appartenenze diverse in un nuovo progetto politico che poneva al centro l’etica, un maggior rigore, regole efficaci e trasparenti, distinzione nei ruoli di rappresentanza.
Un soggetto nuovo capace di guardare al futuro senza avere la testa rivolta al passato che sa parlare alle nuove generazioni dando risposte ai nuovi bisogni e ai non garantiti. Abbiamo così condiviso e approvato tutti insieme lo statuto ed il codice etico dell’Associazione RETE COMUNITARIA e a questo ci siamo attenuti per un lungo periodo assumendo decisioni condivise e lavorando con slancio ed entusiasmo al nuovo progetto. Abbiamo assunti impegni reciproci per esaltare e valorizzare le differenze e per far crescere la partecipazione. Abbiamo individuato nella “Comunità di Adriano Olivetti” il modello da cui far ripartire una forte iniziativa politica. Ci siamo riconosciuti tutti i 20-25 fondatori nelle linee guida di quell’esperienza lungimirante aggiornandola e trasformandola in un movimento giovane, ricco di “VALORI” a vocazione PLURALE, capace di accogliere sensibilità diverse e di coniugare in positivo storia, tradizione e innovazione.
Una visione autenticamente “LAICA” riformatrice, ma che doveva essere illuminata dall’originale tradizione umanistica, azionista, repubblicana e liberale. Bard è stata un’ottima vetrina per lanciare il movimento e per porlo all’attenzione dell’opinione pubblica. Ben organizzato e gestito si è rivelato un successo e un buon avvio. Si è proseguito nella giusta direzione con l’iniziativa all’Api e con l’elaborazione di una bozza programmatica adatta ad una visione moderna della società, dello sviluppo e della gestione del territorio rispettoso della sicurezza e dell’ambiente. Ci siamo posti l’obbiettivo di presentare alle elezioni regionali un soggetto politico “CIVICO” locale aperto: un rassemblement che potesse portare alla coalizione di Mercedes Bresso un valore aggiunto del 2-2,5% da utilizzare come base di partenza anche per le successive elezioni comunali di Torino del 2011.
Abbiamo iniziato con slancio e passione fino alla fine del mese di ottobre quando si è abbandonata l’elaborazione politica per l’esigenza di costruire la “LISTA” e decidere con quali alleati partecipare alla competizione elettorale. Mi ha messo in allarme Enzo Inglese quando ad una riunione politica ha chiesto ai soci di contribuire e regolarizzare le spese sostenuta per Bard e ho incominciato a riflettere sul fatto che nonostante le azioni messe in atto, si erano aggiunti pochi iscritti a Rete Comunitaria.
Il nostro procedere è stato ondivago ed ambiguo negli ultimi tempi, determinato più da sollecitazioni e pressioni esterne che da una lucida analisi sulla strategia da adottare per rendere “SICURO” il cammino precedentemente intrapreso. Ci si è concentrati a sviluppare una tattica con troppe incognite e con troppi interlocutori che ha messo in evidenza un po’ di ingenuità da parte nostra.
Non ho mai visto la firma di un documento d’impegno, né l’elenco o le accettazione di candidature. Si è generata negli ultimi tempi una bivalenza che ha creato soltanto confusione e spostamenti nell’assunzione di responsabilità condivise. Sono state aperte troppe finestre fino a rasentare il ridicolo di farsele richiudere dagli altri e di rimanere da soli o recuperare gli esclusi dalla prima fase di dialogo. Troppe notizie mi sono arrivate nell’ultimo mese più da soggetti (amici) esterni che dal nostro movimento.
Dino Barrera lo conosco da 20 anni e quindi non mi meraviglio che sia stato esautorato da Bonelli.
Ho condiviso con alcuni di voi, ma in minoranza tre percorsi che voglio ricordare: il primo e il più importante per me e per dare un contributo con la mia associazione culturale “Alleanza dei Democratici” presentato alla Bresso a Bard e fatto vedere a te Luigi nell’incontro con i “Piemunteis” e “Pensionati e Invalidi” si chiamava “ALLEANZA per il PIEMONTE” che si poteva coniugare con ALLEANZA per VENARIA, per MONCALIERI, per TORINO nel 2011, sostituendo o aggiungendo soggetti “nuovi” durante la Costituente di un movimento forte e radicato.
Non è stato mai preso in seria considerazione né portato alla discussione neppure quando ho riferito che se ne poteva discutere persino con i Moderati: 1) accordo per una “FEDERAZIONE” in Alleanza per il Piemonte dei simboli del galletto, quello dei pensionati e invalidi ed un terzo da scegliere tra “Civica”, “Liberal democratici” + popolari di Monticone, sull’esempio consolidato e già sperimentato come Margherita; 2) accordo con i Moderati con simbolo unico (50% ai moderati sopra e 50% galletto nostro sotto) con possibilità di mettere la scritta Alleanza per il Piemonte. Non sono mai stato favorevole alla Bicicletta e l’ho espresso a chiare lettere perché già vissuta come Alleanza Democratica e socialisti alle Europee inizi anni 90 con un insuccesso. Ha fatto bene Portas a rifiutare e fare una controfferta inaccettabile; 3) Ho detto che forse bisognava raccordarsi e parlare con Bairati per la verifica e sulla possibilità di inserire nostri uomini nella Lista per Bresso, più tarata e vicina alle istanze Comunitarie e Olivettiane e sicuramente preferita dagli elettori alla nostra che dovrà andare a pescare i voti solo a sinistra dove c’è troppa confusione sotto il sole. Non condivido quindi le vostre precisazioni che la Lista Bresso è troppo di sinistra anche se all’interno ci sono persone, ex comunisti di governo come Piras ed altri che hanno abbandonato Chieppa.
pino_de_micheleNella riunione di giovedì sera convocata d’urgenza come moderatori per una decisione definitiva sono state presentate da voi tre ipotesi diverse: 1) andare da soli ma addossandosi costi elevati e con scarsa possibilità di successo; 2) alleanza galletto con la civica di Turigliatto; 3) alleanza galletto con la civica di Turigliatto, i verdi di Bonelli e il partito dei Popolari di Monticone e usando simboli già conosciuti.
Ho capito che erano ancora incerti tutti i percorsi da Voi presentati ed ancora irti di ostacoli e presagivo che l’accordo con i verdi sostenuto dalla maggioranza sarebbe saltato. Sono intervenuto con toni aspri e furiosi sostenendo che ormai eravamo fuori tempo massimo per assumere decisione diverse da quella sostenuta dalla maggioranza degli amici di Rete Comunitaria e con la giusta contrarietà da me condivisa di Gaiotti, Mori e Salerno. Lo vedevo un percorso ancora fragile e confuso per le frasi dette e non dette da Mario che lo fa (a fin di bene) ogni qual volta c’è qualcosa da nascondere.
Ho sostenuto la proposta più efficace in termini di ritorno immediato come risultato elettorale e minore spese da affrontare per i candidati e per Rete Comunitaria ossia l’alleanza con la civica di Turigliatto e il partito dei Verdi. Ho detto e lo ripeto eravamo e siamo ormai fuori tempo massimo per incidere, rischiando uno scarso apporto alla coalizione. Le condizioni variano troppo repentinamente ma siamo ormai ai supplementari e proprio per questo sono ancora più costernato e come già annunciato l’altra sera da lunedì 8 inizia per me una riflessione su un nuovo percorso politico.
Non mi sento di dare ulteriori contributi (peraltro inascoltati) né in termini di indirizzo politico, né in termini materiali. Ho combattuto per il cambiamento della prima Repubblica ma mi sembra di essere tornato indietro negli anni ’90. Voglio ritrovare entusiasmo e slancio per realizzare le nostre “BUONE INTENZIONI” iniziali e per ritrovarci dopo le elezioni per un’analisi sul voto regionale fatta da Alleanza dei Democratici e per lanciare magari una nuova costituente “DEMOCRATICA”.
Non si tratta più di risvegliare gli indifferenti o scuotere i delusi ma di restituire fiducia nella Politica e negli altri. Auguro a tutti gli amici e candidati del movimento un buon lavoro e un proficuo risultato elettorale.
Pino De Michele
venerdì 26 febbraio 2010
martedì 6 gennaio 2009
Solidali con Nicolais ed il rinnovamento
http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=41619886593&ref=nf
Abbiamo lanciato su facebook l'appello per sostenere la nostra iniziativa a sostegno di Nicolais segretario del PD della Provincia di Napoli al momento hanno aderito in 150 e pensiamo che questo numero raddoppierà nelle prossime 24 ore .
Sostanzialmente ha posto ai vertici Nazionali, pur riconoscendo l'immacolatezza di Rosa Russo Iervolino, l'esigenza di un azzeramento della giunta di Napoli.
C' è l'esigenza a Napoli e Provincia di un cambio di marcia e di un ricambio nella gestione del partito che non può essere affidata solo agli amministratori anche se eletti dal popolo.
E' un problema ormai ineludibile per tutto il PD su scala Nazionale e cioè se le oligarchie consolidatesi nel tempo decidono tutto e su tutti.
Si tratta di costruire delle barriere e degli anticorpi all'interno dell'attuale classe dirigente o il PD riuscirà a farlo o annacquerà la sua propulsione riformista e liberale.
Questa è la vera sfida in campo.
Confidiamo nella capacità di Morando di trovare soluzioni che tengano conto dei valori della tradizione ma anche la necessità di lanciare una forte innovazione.
Tutto ciò sarà possibile soltanto se gli verranno attribuite poteri di lungo periodo altrimenti sarà meglio per Enrico rinunciare ad un compito ingrato che servirebbe soltanto a coprire delle miserie
Sotto ci sono alcune risposte pervenute su Facebook
Abbiamo lanciato su facebook l'appello per sostenere la nostra iniziativa a sostegno di Nicolais segretario del PD della Provincia di Napoli al momento hanno aderito in 150 e pensiamo che questo numero raddoppierà nelle prossime 24 ore .
Sostanzialmente ha posto ai vertici Nazionali, pur riconoscendo l'immacolatezza di Rosa Russo Iervolino, l'esigenza di un azzeramento della giunta di Napoli.
C' è l'esigenza a Napoli e Provincia di un cambio di marcia e di un ricambio nella gestione del partito che non può essere affidata solo agli amministratori anche se eletti dal popolo.
E' un problema ormai ineludibile per tutto il PD su scala Nazionale e cioè se le oligarchie consolidatesi nel tempo decidono tutto e su tutti.
Si tratta di costruire delle barriere e degli anticorpi all'interno dell'attuale classe dirigente o il PD riuscirà a farlo o annacquerà la sua propulsione riformista e liberale.
Questa è la vera sfida in campo.
Confidiamo nella capacità di Morando di trovare soluzioni che tengano conto dei valori della tradizione ma anche la necessità di lanciare una forte innovazione.
Tutto ciò sarà possibile soltanto se gli verranno attribuite poteri di lungo periodo altrimenti sarà meglio per Enrico rinunciare ad un compito ingrato che servirebbe soltanto a coprire delle miserie
Sotto ci sono alcune risposte pervenute su Facebook
Pino Solidale con Nicolais e il rinnovamento in Campania. 10.52 - 3 commenti
Anche se Nicolais non rappresenta affatto il candidato ideale a guidare l'ente regione, a differenza di De Luca che è l'uomo giusto che in questo momento può far dimenticare la iattura Bassolino, mi sento di dover esprimere piena solidarietà al dimissionario segretario provinciale del PD (parito non partito in cui un ex centrista non può assolutamente riconoscersi).
Secondo me bisogna fare un passo indietro e tornare ai valori. Non ... Visualizza altroè una questione di uomini ma di idee. Fintanto che queste non cambiano costruendo un nuovo paradigma, un nuovo modello, è tutto inutile. L'esempio è il PDL, esso non è altro la vecchia politica che ha messo un vestito nuovo secondo i dettami della ricerca di mercato di turno. Bisogna trovare il coraggio di partrire da nuovi assiomi su cui costruire il futuro. E non è detto che qualche "vecchio e navigato" politico non sia in grado di farlo. L'esperienza, quando si vuole, insegna a non ripetere gli stessi errori.
Sicuramente Oggi, come sempre, c'... Visualizza altroè bisogno di allargare la base del confronto, facendo emergere le novità per tradurle in azione programmatica.
Dal 92 abbiamo relegato la politica ad uno schema destra - sinistra che poco si attaglia al nostro paese soprattutto perchè lo schema si è poggiato sull'aggregazione più funzionale per vincere e non per governare.
Le mediazioni da una parte e dall'altra sono imperanti e creano continue disfunzioni in tutto il territorio Nazionale.
Mario Segni a suo tempo ha cercato di sparigliare passando però troppo velocemente dalla sinistra a destra con l'elefantino di Alleanza Nazionale.
Avrebbe potuto essere con molto anticipo il Prodi del 96 se Ochetto con la famosa macchina da guerra (perdente) gli avesse concesso di rappresentare i moderati.
Sono d'accordo con Giacomo che c'è bisogno di proposte nuove e condivise a livello Nazionale ma che a livello Locale si devono identificare nell'incisività degli amministratori. mandadoli a casa ....
Dal 92 abbiamo relegato la politica ad uno schema destra - sinistra che poco si attaglia al nostro paese soprattutto perchè lo schema si è poggiato sull'aggregazione più funzionale per vincere e non per governare.
Le mediazioni da una parte e dall'altra sono imperanti e creano continue disfunzioni in tutto il territorio Nazionale.
Mario Segni a suo tempo ha cercato di sparigliare passando però troppo velocemente dalla sinistra a destra con l'elefantino di Alleanza Nazionale.
Avrebbe potuto essere con molto anticipo il Prodi del 96 se Ochetto con la famosa macchina da guerra (perdente) gli avesse concesso di rappresentare i moderati.
Sono d'accordo con Giacomo che c'è bisogno di proposte nuove e condivise a livello Nazionale ma che a livello Locale si devono identificare nell'incisività degli amministratori. mandadoli a casa ....
martedì 30 dicembre 2008
lunedì 21 luglio 2008
Iniziativa 27 giugno Cral La stampa Torino su Bipolarismo Culture politiche partiti ed alleanze:
organizzato dalle associazioni Alleanza dei Democratici e Adealaide Aglietta.Relatori Mario Barbi, Giorgio Merlo, Magda Negri (PD) Dino Barrera e Marco Boato (verdi) , Silvio Viale (presidente Adelaide Aglietta) moderato da Giulio Cesare Rattazzi (Alleanza dei Democratici)
organizzato dalle associazioni Alleanza dei Democratici e Adealaide Aglietta.Relatori Mario Barbi, Giorgio Merlo, Magda Negri (PD) Dino Barrera e Marco Boato (verdi) , Silvio Viale (presidente Adelaide Aglietta) moderato da Giulio Cesare Rattazzi (Alleanza dei Democratici)
mercoledì 30 aprile 2008
PD partito plurale ma unitario a Roberto Placido
Caro Roberto ci conosciamo da 30 anni e abbiamo sempre conservato una stimareciproca
Abbiamo avuto percorsi di vita diversa. Quando ci siamo conosciuti Tu eri giovane, ma già un
importante rappresentante del P.C.I. ed io un giovane imprenditore ma pur su fronti contrapposti abbiamo imparato a rispettarci reciprocamente.
Tu hai continuato nel tuo lavoro e nell'impegno politico con il P.C.I. -PDS - DS con linearità, impegno e abnegazione mentre io a 32 anni con due figli e all'ultimo anno di Architettura mi sono sentito attratto dalle associazioni di rappresentanza imprenditoriale.
Mio nonno contadino votava PCI, mio padre dopo 4 anni da militare nei balcani e in Grecia tornato al suo paesello si è messo in proprio e votava partito socialdemocratico, poi democrazia cristiana e nel sistema bipolare ha scelto il centro-destra.come fa la maggior parte delle categorie :autonomi, artigiani, commercianti, liberi professionisti e piccole e medie imprese..
Dall '82 nella CNA, ho lottato, da indipendente, per superare i conflitti interni tra i funzionari dirigenti dei due partiti P.C.I. e P.S.I e mi sono battuto per una sinistra moderna, non ideologica, capace di fare i conti col proprio passato e di iniziare un nuovo cammino: come in Svezia, in Inghilterra , in Germania.
Forse venivo considerato dai compagni un pò qualunquista perchè non avevo mai posseduto una tessera di partito e mi definivo indipendente liberal radical progressista.
Avevo fatto una scelta di campo: in politica estera ero un convinto assertore dell'AllenzaAtlantica, in Politica interna assertore e difensore della Democrazia, in Politica Economica ero per la politica del rigore Pubblico, per la politica dei redditi e per la mobilità sociale. Votavo per le persone e le proposte programmatiche più convincenti come fanno tutte le persone che non militano nei partiti.
Mi sembra che alle elezioni politiche del 13 -14 aprile al di fuori degli iscritti e dei militanti di partito i votanti hanno dimostrato di non essere attaccata ai vecchi simboli . Siamo in ritardo di 20 anni rispetto agli altri partiti socialdemocratici dei paesi più avanzati dell'Europa.
Mi hai sempre considerato un pò sognatore per le mie fughe in avanti e il mio vagare nei movimenti e nei nuovi soggetti politici fughe in avanti, ma anche ideali da portare avanti e fermo ancoraggio nel centrosinistra per arrivare a costruire il Partito dei Democratici
Dal 9o ho deciso di affiancare al mio lavoro l'impegno attivo in politica :Alleanza Democratica - Unione democratica - Ulivo - Italia dei Valori -I democratici -
Tu negli ultimi anni hai dato credito e fiducia al progetto dell'ulivo e te ne sei fatto interprete e alfiere e hai spinto, creando qualche malumore ,per la formazione del nuovo partito democratico .
Hai dimostrato nelle primarie per il segretario Regionale del PD coraggio nella scelta autonoma Tua e di molti amici e compagni della Sinistra per di appoggiare Morgando,
andando contro l'indicazione di Roma,
Stento a capire le tue due ultime mosse
Mi è sembrata saggia la prospettiva e la scelta di recuperare i voti dispersi a sinistra e di rappresentarli, così come il tentativo di recuperare i voti dei socialisti, di cui apprezziamo la storia e la vocazione riformatrice.
Non mi sembra però condivisibile il metodo utilizzato nonostante la risonanza mediatica
per aver resuscitato l'orgoglio di pochi in un momento in cui il partito è stato punito dagli elettori. Come amico devo però manifestarti anche il mio disagio dal momento che ho appreso sui giornali dell'esistenza di due bandiere del PD di cui una coniata appositamente per sfilare nei cortei
Nell'era del maggioritario è stata sempre premiata l'innovazione politica e la novità. Il Pd partito nuovo e moderno, a vocazione maggioritaria, ha bisogno di cofrontarsi con nuovi soggetti sociali e su una nuova e più avanzata proposta programmatica.
Indipendenti e riformisti anche se minoranza nel pci hanno reso rispettabile e apprezzato il partito Comunista in Italia e nel Mondo: Altiero Spinelli, Lama, Napolitano, Carpanini a Torino e Berlinguer che ha saputo cogliere i nuovi disagi, la questione morale e prima della caduta del muro di Berlino ha capito che si era esaurita la spinta propulsiva dell'URSS.
Caro Roberto dobbiamo lavorare sul lungo periodo e questa volta sarà una lunga attraversata.
Abbiamo bisogno di un partito plurale ,con sensibilità diverse ,che devono mescolarsi, integrarsi e contaminarsi ;solo così il PD potrà espandersi e tentare di governare il paese.
Sono convinto che interverrai per ridare serenità al prosieguo del cammino del nostro partito, per ricercare il massimo di Unità possibile senza mettere in discussione la guida sancita dalle tante persone che hanno votato e scelto con le Primarie.
Con amicizia
Pino De Michele
Abbiamo avuto percorsi di vita diversa. Quando ci siamo conosciuti Tu eri giovane, ma già un
importante rappresentante del P.C.I. ed io un giovane imprenditore ma pur su fronti contrapposti abbiamo imparato a rispettarci reciprocamente.
Tu hai continuato nel tuo lavoro e nell'impegno politico con il P.C.I. -PDS - DS con linearità, impegno e abnegazione mentre io a 32 anni con due figli e all'ultimo anno di Architettura mi sono sentito attratto dalle associazioni di rappresentanza imprenditoriale.
Mio nonno contadino votava PCI, mio padre dopo 4 anni da militare nei balcani e in Grecia tornato al suo paesello si è messo in proprio e votava partito socialdemocratico, poi democrazia cristiana e nel sistema bipolare ha scelto il centro-destra.come fa la maggior parte delle categorie :autonomi, artigiani, commercianti, liberi professionisti e piccole e medie imprese..
Dall '82 nella CNA, ho lottato, da indipendente, per superare i conflitti interni tra i funzionari dirigenti dei due partiti P.C.I. e P.S.I e mi sono battuto per una sinistra moderna, non ideologica, capace di fare i conti col proprio passato e di iniziare un nuovo cammino: come in Svezia, in Inghilterra , in Germania.
Forse venivo considerato dai compagni un pò qualunquista perchè non avevo mai posseduto una tessera di partito e mi definivo indipendente liberal radical progressista.
Avevo fatto una scelta di campo: in politica estera ero un convinto assertore dell'AllenzaAtlantica, in Politica interna assertore e difensore della Democrazia, in Politica Economica ero per la politica del rigore Pubblico, per la politica dei redditi e per la mobilità sociale. Votavo per le persone e le proposte programmatiche più convincenti come fanno tutte le persone che non militano nei partiti.
Mi sembra che alle elezioni politiche del 13 -14 aprile al di fuori degli iscritti e dei militanti di partito i votanti hanno dimostrato di non essere attaccata ai vecchi simboli . Siamo in ritardo di 20 anni rispetto agli altri partiti socialdemocratici dei paesi più avanzati dell'Europa.
Mi hai sempre considerato un pò sognatore per le mie fughe in avanti e il mio vagare nei movimenti e nei nuovi soggetti politici fughe in avanti, ma anche ideali da portare avanti e fermo ancoraggio nel centrosinistra per arrivare a costruire il Partito dei Democratici
Dal 9o ho deciso di affiancare al mio lavoro l'impegno attivo in politica :Alleanza Democratica - Unione democratica - Ulivo - Italia dei Valori -I democratici -
Tu negli ultimi anni hai dato credito e fiducia al progetto dell'ulivo e te ne sei fatto interprete e alfiere e hai spinto, creando qualche malumore ,per la formazione del nuovo partito democratico .
Hai dimostrato nelle primarie per il segretario Regionale del PD coraggio nella scelta autonoma Tua e di molti amici e compagni della Sinistra per di appoggiare Morgando,
andando contro l'indicazione di Roma,
Stento a capire le tue due ultime mosse
Mi è sembrata saggia la prospettiva e la scelta di recuperare i voti dispersi a sinistra e di rappresentarli, così come il tentativo di recuperare i voti dei socialisti, di cui apprezziamo la storia e la vocazione riformatrice.
Non mi sembra però condivisibile il metodo utilizzato nonostante la risonanza mediatica
per aver resuscitato l'orgoglio di pochi in un momento in cui il partito è stato punito dagli elettori. Come amico devo però manifestarti anche il mio disagio dal momento che ho appreso sui giornali dell'esistenza di due bandiere del PD di cui una coniata appositamente per sfilare nei cortei
Nell'era del maggioritario è stata sempre premiata l'innovazione politica e la novità. Il Pd partito nuovo e moderno, a vocazione maggioritaria, ha bisogno di cofrontarsi con nuovi soggetti sociali e su una nuova e più avanzata proposta programmatica.
Indipendenti e riformisti anche se minoranza nel pci hanno reso rispettabile e apprezzato il partito Comunista in Italia e nel Mondo: Altiero Spinelli, Lama, Napolitano, Carpanini a Torino e Berlinguer che ha saputo cogliere i nuovi disagi, la questione morale e prima della caduta del muro di Berlino ha capito che si era esaurita la spinta propulsiva dell'URSS.
Caro Roberto dobbiamo lavorare sul lungo periodo e questa volta sarà una lunga attraversata.
Abbiamo bisogno di un partito plurale ,con sensibilità diverse ,che devono mescolarsi, integrarsi e contaminarsi ;solo così il PD potrà espandersi e tentare di governare il paese.
Sono convinto che interverrai per ridare serenità al prosieguo del cammino del nostro partito, per ricercare il massimo di Unità possibile senza mettere in discussione la guida sancita dalle tante persone che hanno votato e scelto con le Primarie.
Con amicizia
Pino De Michele
mercoledì 28 novembre 2007
Riforma Elettorale
Veltroni pur preferendo il maggioritario con doppio turno alla Francese ,ha conquistato il centro del ring della politica con la sua originale proposta :modello tedesco con collegi più piccoli alla spagnola.E' un ritorno al passato come sostiene Mario Segni o è l'unica soluzione praticabile in questo particolare momento storico ?
Personalmente sono stato un convinto sostenitore , subito dopo la caduta del muro di Berlino, di cambiare il sistema elettorale in Italia con il passaggio dal proporzionale al maggioritario.
Ho coordinato insieme a pochi volontari tutti i banchetti di Torino per la raccolta firme su tutti e tre i refendum a vocazione maggioritaria e bipolare sul modello Inglese
L'occasione irripetibile si è presentata con il 2°referendum che se avesse raggiunto il Quorum (mancarono 100.000 voti ) la situazione della rappresentanza parlamentare sarebbe stata assai diversa da quella attuale.
Avremmo assistito a meno litigi e a meno ricatti da parte dei due poli e forse già oggi ci sarebbero 4 - 5 forze di rappresentanza.
Tutti i maggiori partiti anche quelli che erano e sono più convinti della bontà del sistema bipolare e della democrazia governante e dell'alternanza (tranne rifondazione che l'avversava) hanno boicottato l'iniziativa o hanno assistito passivamente.
Non hanno dato aiuto nella raccolta delle firme e hanno steso un muro di scetticismo sul referendum , facendo mancare il quorum che era l'obiettivo segreto dei partiti.
Il Referendum veniva visto dai partiti come una mina esplosiva sotto il tavolo della Bicamerale presieduta da Massimo Dalema e fatta poi saltare da Silvio Berlusconi che era un fervido assertore della necessità del bipolarismo.
Si affrontavano allora gli stessi temi di oggi: Le riforme necessarie per rendere questo paese moderno e competitivo che tutte le persone di buon senso di centro, di destra e di sinistra credono ineluttabili e li allontanano dai partiti che tentennano per interesse di parte e di sopravvivenza.
Ci sono tanti tavoli di volenterosi che vogliono affrontare dibattere e risolvere questo problema annoso.
Ognuno di noi può e deve dare un contributo nell'ambito della sfera politica in cui si opera cercando la soluzione migliore in questo momento.
Dobbiamo rinunciare ai nostri sogni per realizzare un progetto condiviso a larga maggioranza sulle riforme possibili.
Sono stato tra i promotori locali dell'attuale referendum ma
sulla riforma elettorale mi ritrovo sulla proposta Vassallo - Veltroni e su tutte le migliorie di buon senso che possono essere apportate nel confronto dialettico con tutte le forze politiche.
Se non viene affrontato e risolto il problema delle regole e delle modifiche parlamentari e costituzionali prima di andare a votare anche il lavoro encomiabile fatto dal professor Giovanni Guzzetta per eliminare la frammentazione e i ricatti dei singoli verrebbe meno.
Finite le elezioni gli eletti in un partito che non ottengono vantaggi personali si collocano subito dopo su versanti o schieramenti diversi a scapito della Governabilità che tutti insieme vogliamo perseguire. Pino
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