Veltroni pur preferendo il maggioritario con doppio turno alla Francese ,ha conquistato il centro del ring della politica con la sua originale proposta :modello tedesco con collegi più piccoli alla spagnola.E' un ritorno al passato come sostiene Mario Segni o è l'unica soluzione praticabile in questo particolare momento storico ?
Personalmente sono stato un convinto sostenitore , subito dopo la caduta del muro di Berlino, di cambiare il sistema elettorale in Italia con il passaggio dal proporzionale al maggioritario.
Ho coordinato insieme a pochi volontari tutti i banchetti di Torino per la raccolta firme su tutti e tre i refendum a vocazione maggioritaria e bipolare sul modello Inglese
L'occasione irripetibile si è presentata con il 2°referendum che se avesse raggiunto il Quorum (mancarono 100.000 voti ) la situazione della rappresentanza parlamentare sarebbe stata assai diversa da quella attuale.
Avremmo assistito a meno litigi e a meno ricatti da parte dei due poli e forse già oggi ci sarebbero 4 - 5 forze di rappresentanza.
Tutti i maggiori partiti anche quelli che erano e sono più convinti della bontà del sistema bipolare e della democrazia governante e dell'alternanza (tranne rifondazione che l'avversava) hanno boicottato l'iniziativa o hanno assistito passivamente.
Non hanno dato aiuto nella raccolta delle firme e hanno steso un muro di scetticismo sul referendum , facendo mancare il quorum che era l'obiettivo segreto dei partiti.
Il Referendum veniva visto dai partiti come una mina esplosiva sotto il tavolo della Bicamerale presieduta da Massimo Dalema e fatta poi saltare da Silvio Berlusconi che era un fervido assertore della necessità del bipolarismo.
Si affrontavano allora gli stessi temi di oggi: Le riforme necessarie per rendere questo paese moderno e competitivo che tutte le persone di buon senso di centro, di destra e di sinistra credono ineluttabili e li allontanano dai partiti che tentennano per interesse di parte e di sopravvivenza.
Ci sono tanti tavoli di volenterosi che vogliono affrontare dibattere e risolvere questo problema annoso.
Ognuno di noi può e deve dare un contributo nell'ambito della sfera politica in cui si opera cercando la soluzione migliore in questo momento.
Dobbiamo rinunciare ai nostri sogni per realizzare un progetto condiviso a larga maggioranza sulle riforme possibili.
Sono stato tra i promotori locali dell'attuale referendum ma
sulla riforma elettorale mi ritrovo sulla proposta Vassallo - Veltroni e su tutte le migliorie di buon senso che possono essere apportate nel confronto dialettico con tutte le forze politiche.
Se non viene affrontato e risolto il problema delle regole e delle modifiche parlamentari e costituzionali prima di andare a votare anche il lavoro encomiabile fatto dal professor Giovanni Guzzetta per eliminare la frammentazione e i ricatti dei singoli verrebbe meno.
Finite le elezioni gli eletti in un partito che non ottengono vantaggi personali si collocano subito dopo su versanti o schieramenti diversi a scapito della Governabilità che tutti insieme vogliamo perseguire. Pino
